Luna presente

 

Non sono poi molti gli artisti italiani consapevoli di essere “diversi” dal punto di vista compositivo e che, proprio in virtù di questa differente strutturalità della canzone, pagano quell’orribile prezzo che li relega al silenzio obbligato. E’ il caso di Ivan Cattaneo, autore multimediale, compositore unico nel panorama piuttosto freddino della musica leggera-pop italiana, cantautore che da ben tredici anni non incideva nulla, ora di nuovo nella discografia con un lavoro interamente dedicato alla luna. Luna presente” si avvale di dodici tracce, dieci inedite più due riletture del passato: “Polisex 4”, adesso in chiave decisamente minimalista, e “Crudele”, pezzo inciso dai Datura negli anni Novanta. Omaggio alla luna e ai suoi mari (“L’ho inteso dedicare a quella luna assente e dimenticata da musicisti e poeti, ma tuttora inconsapevolmente presente in ogni fase della vita. Una luna capace di influire sulle nostre anime come sulle maree della vita di ciascuno di noi. Non nego che negli ultimi anni, al di là dell’esplorazione di vari percorsi artistici alternativi -spesi in videoarte, musica elettronica e significative mostre multimediali- la forma canzone resti sempre una delle mie espressioni primarie. Ecco perché affermo che con ‘Luna presente’ torno sui miei passi con una gioia grande ed una energia rinnovata, senza per questo rinnegare nulla di ciò che mi ha occupato negli ultimi tempi”, afferma il cantautore), ognuna delle dodici canzoni -evidenziano non soltanto lo stato d’animo del cantante, ma anche il tema trattato pezzo per pezzo- è un amalgama con stati emotivi della luna. Ossia, ciascun breve capitolo dell’opera è volutamente gemellata con un mare della luna. Un esempio? La sensuale e peccaminosa “Giochi proibiti” si adatta al mare del nettare, mentre la spiritualmente mistica “Io canto accanto” si sposa perfettamente con il mare della conoscenza. Si tratta di un disco mirato ad una comunicativa pop che non tralascia affatto i binari musicali dell’elettronica di avanguardia. E’ la motivazione che ha motivato Ivan Cattaneo a scegliere come produzione il team di Roberto Cacciapaglia (chi ricorda il suo straordinario “Generazioni del cielo”? o, ancora, il recente “Tempo fugit”? Arrangiatore di “Vox” per Giuni Russo e di “Gioielli rubati” per Alice, Cacciapaglia aveva già realizzato per Cattaneo “Bandiera gialla” nel 1983), proprio per riappropriarsi di una identità primitiva, quella del cantautore elettronico (la stessa che gli fece realizzare “SuperIvan” e “Urlo”) con una espressività polivalente alla Battiato, ma unita all’immagine artistica vicino a David Bowie (“Ho cercato di selezionare dei pezzi inediti, i migliori fra i centinaia scritti in questi lungi anni di silenzio, per poi affidarli all’ottimo staff creativo di Cacciapaglia. Il risultato è che l’album si muove sull’elettro-pop e non a caso dato che sono canzoni frutto di un lavoro accurato svolto in sala d’incisione. Roberto è stato decisamente chiaro nel dirmi: ‘Cerca di essere te stesso in maniera molto semplice. Tenta di arrivare, colpendolo subito, a ciò che ti sei prefissato. Ovvero la semplicità originale di una tua idea senza avere il bisogno di vestirla d’inutili orpelli’. Anche se l’intenzione è rimasta quella di tentare una unione tra i vari linguaggi dell’arte in un solo messaggio che è la canzone, quel che ho tentato di conquistare con ‘Luna presente è la consapevolezza di dichiarare che un errore possibile della contemporaneità sta nel non aver ancora compreso bene che sì, siamo sette miliardi, ma abbiamo una sola anima”, continua Cattaneo). Possiamo benissimo affermare che “Luna presente” sia un disco-yoga per il corpo la mente e lo spirito, e osiamo dire più felice rispetto all’ultimo Il cuore è nudo e i pesci cantano”; intendiamo dire che l’opera può essere un  mezzo per incontrare il Reale per quel che è, al di là di ogni proiezione della mente. La lezione di Osho, proposta nel precedente è più chiara nell’attuale, è quella di aiutare l’uomo moderno a comprendere quel messaggio d’amore che trascende ogni apparenza culturale e religiosa e che si avvia a riportare l’essere verso la propria fonte originale dove, insomma, ci si ritrova tutti uniti e partecipi della esistenza. Noi non sappiamo se Cattaneo sia stato baciato dalla saggezza; certo è che egli non sembra avere armatura, rifugio: non è protetto da nulla: la sua esistenza scorre dentro di lui con accettazione lucida, ogni cosa l’attraversa senza trovare ostacolo. Di qui la grazia, l’attimo dell’eternità, quando Dio non è separato da te ma diviene l’essenza profonda del tuo essere. Se c’è un messaggio in “Luna presente”, beh, quello risiede nella proposta, da parte di Cattaneo, di un amore non bisognoso ma traboccante di abbondanza. Ciò significa condividere, avere nel cuore melodie infinite da intonare e che qualcuno sia in ascolto o no ciò è irrilevante. In ogni modo si intona una propria danza perché come è lo stesso Osho a dichiarare “Le corde del tuo cuore dovrebbero essere un po’ più tese, in modo che in te possa scaturire l’amore; e le corde della tua mente dovrebbero essere un po’ più allenate, in modo che in te possa scaturire un’intelligenza vigile e non la pazzia. Se queste corde del tuo essere fossero entrambe equilibrate, in te potrebbe nascere la musica della vita”.

Ivan Cattaneo e Maurizio Gregorini  1982

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